Recensione Darth Vader #4

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  • Titolo: Darth Vader #4
  • Data di uscita: 26/11/2015
  • Autori:Kieron Gillen e Salvador Larroca (Darth Vader), Greg Weisman e Pepe Larraz(Kanan: L’ultimo padawan)
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 48 pp, colore
  • Prezzo: 2,90€

Trama: In Darth Vader l’oscuro signore dei Sith e i suoi nuovi alleati, l’archeologa Aphra e i due sanguinari droidi BT-1 e Triplo Zero, raggiungono il pianeta Geonosis, che è stato sterilizzato e martoriato dall’Impero, per recuperare un esercito di droidi per Vader: non tutto può però filare liscio perchè una vecchia regina geonosiana ha sostituito i suoi figli proprio con i droidi della vecchia Confederazione dei Sistemi Indipendenti.

In Kanan: L’ultimo padawan, il giovane Caleb Dume riesce a fuggire dai caccia imperiali che lo avevano bloccato sopra Coruscant e, tornato su Kaller, si darà alla macchia prima di diventare l’assistente del gangster Kasmir: da protettore della galassia a ladro comune… Ma bisogna sempre guardarsi le spalle!

Commento: Numero di Darth Vader davvero emozionante, soprattutto per il ritorno su Geonosis e i sentimenti che quel pianeta ispira in Vader (che ha conservato una certa astronave…). Bello anche lo sviluppo del rapporto con Aphra; i due droidi assassini sono ssolutamente geniale e dai meravigliosi tempi comici. Finale che lascia molto hype verso il prossimo numero! Per quanto riguarda Kanan, invece, la storia fila liscia e senza intoppi, ed è molto interessante seguire i pensieri dell’ormai ex padawan Caleb Dume. Disegni in entrambi i casi davvero eccezionali.

VOTO TOTALE: 8.5

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Recensione Star Wars Artist Edition

Oggi recensiamo due prodotti un po’ particolari che Panini Comics ha realizzato in esclusiva italiana per celebrare la presenza di due grandi disegnatori di fama mondiale a Lucca Comics & Games 2015, tenutosi dal 29 ottobre al 1 novembre 2015. Stiamo parlando di Simone Bianchi e Stuart Immonen, disegnatori rispettivamente di Star Wars #7 (il settimo numero della serie ongoing Marvel, esclusivamente dedicato a Obi-Wan Kenobi) e del secondo arco narrativo sempre della serie Star Wars, che inizia per l’appunto dal #8.

Questi numeri speciali sono usciti rispettivamente due e tre mesi in anticipo sulla serie regolare italiana e contengono il solo numero di Star Wars (oltre a dei contenuti extra di cui parlerò dopo) e non quindi il numero allegato di un’altra miniserie (come Principessa Leia che, ricordo, terminerà sul #6 dello spilalto italiano e che verrà soppiantata da Lando). Le due artist edition non influenzano in alcun modo la programmazione della serie regolare!

  • Titolo: Star Wars #7 Simone Bianchi Artist Edition
  • Data di uscita: 5/11/2015
  • Autori: Jason Aaron, Simone Bianchi e Justin Ponsor, prefazione di Nicola Pedruzzi e intervista di Marco Ricompensa
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 20,3×31,5 – cartonato, 48 pagine, colore.
  • Prezzo: 12,00€
  • Titolo: Star Wars #8 Stuart Immonen Artist Edition
  • Data di uscita: 5/11/2015
  • Autori: Jason Aaron, Stuart Immonen, Justin Ponsor, prefazione e intervista di Nicola Pedruzzi
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 20,3×31,5 – cartonato, 48 pagine, colore.
  • Prezzo: 12,00€

Dopo questa carrellata di dati e informazioni, parliamo un po’ dei due albi!

Premetto già che non voglio andare a parlare della trama dei fumetti perché avremo modo di parlarne in maniera più approfondita quando i numeri usciranno nella normale veste spillata. In ogni caso vi dico che il #7 lo potete tranquillamente leggere senza avere spoiler sulla vicenda della serie perché è quasi completamentee slegato dalle vicende di Han, Leia e Luke: è quest’ultimo a leggere le vicende di Obi-Wan, anzi di Ben, durante il suo volontario esilio su Tatooine. Per quanto riguarda il #8 vi consigio vivamente di aspettare di leggere Star Wars #6 per non rovinarvi la grossa sorpresa che riserva quel numero… non scendo in maggiori spoiler.

La cosa che più colpisce ovviamente di queste Artist Edition è il formato: grande, maestoso, cartonato con copertina “soft-touch”, tipo vellutata, a parte i protagonisti che invece sono effetto lucido: sono davvero fantastiche da guardare, toccare e rigirare in mano! Sul retro troviamo, invece, le recensioni di importanti siti americani e una sommaria descrizione del prodotto.

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Dentro lo spettacolo per gli occhi continua con le splendide tavole di Bianchi e Immonen (e grazie anche, secondo me, ai superbi colori di Ponsor) in questo grande formato che ci permette di apprezzarle al meglio.

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Ad accompagnare il numero c’è una selezione di extra tratti dai bozzetti dei due autori riguardanti il fumetto che avete in mano: purtroppo i bozzetti non sono disponibili a pagina intera ma sono più piccoli e inseriti in una cornice bianca che, sul fondo, presenta una fascia scura di cielo stellato:

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Questa è una scelta che non mi è piaciuta molto perché spezza fin troppo con il resto della pagina bianca che, secondo me, avrebbero potuto lasciare fino in fondo.

Per quanto riguarda Star Wars #7 abbiamo ben nove pagine di matite preparatorie e inchiostri; solo cinque pagine di matite preparatorie invece per Star Wars #8 che quindi sfigura un po’ rispetto allo spazio dedicato a Bianchi.

Seguono quindi due interviste agli autori, entrambe di quattro pagine ma quella tenuta a Immonen è molto più lunga come si nota dal più piccolo corpo del carattere. L’intervista a Simone Bianchi è molto più incentrata sul fumetto che avete in mano, sulla sua interpretazione del personaggio di Obi-Wan e sul rapporto dell’autore lucchese con la saga di Star Wars; l’intervista invece a Stuart Immonen è presnetata in tre parti: una dedicata più propriamente a Star Wars, una dedicata alla tecnica dell’artista canadese e quella finale agli altri lavori di Immonen e di sua moglie.

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Ho trovato l’intervista a Immonen, sebbene più ricca di contenuto, forse un po’ troppo tecnica e destinata più ad un fan del disegnatore canadese che ad un fan di Star Wars e del suo lato fumettistico. Quella dedicata a Bianchi invece è più emozionale e più godibile da un fan della saga senza avere grandi conoscenze nell’ambito fumettistico statunitense o supereroistico.

Commento finale: Le due artist edition sono prodotti di ottima fattura, un vero pezzo da collezionisti che però forse il fan medio potrebbe non apprezzare, visto anche il costo, a mio parere, leggermente eccessivo (erano state annunciate a 9,90€ ma poi sono state messe in vendita a 12€…). Per un collezionista o un amante di uno dei due artisti sono sicuramente dei pezzi che non possono mancare.
Se però ci fosse qualcuno di indeciso sull’acquisto consiglio di prendere la Simone Bianchi Artist Edition, perché è una storia autoconclusiva e ci sono più contenuti extra (ma comunque non troppo tecnici nell’intervista).

Recensione Star Wars #5 (Panini Comics)

  • Titolo: Star Wars #5
  • Data di uscita: 5/11/2015
  • Autori: Jason Aaron e John Cassaday (Star Wars) Mark Waid, Terry Dodson (Principessa Leia)
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 48 pp, colore
  • Prezzo: 2,90€

Trama: In Star Wars, Luke raggiunge Tatooine per cercare nell’eremo di Ben Kenobi informazioni utili per continuare il suo cammino di Jedi; nel frattempo lo spietato cacciatore di taglie Boba Fett finalmente riesce a scoprire il nome di quel ragazzotto biondo e lo ingaggia in combattimento proprio nella casa del vecchio Obi-Wan. Intanto Han e Leia partono in missione col Falcon per trovare la sede per una prossima base ribelle ma, per sfuggire da alcuni caccia TIE, sono costretti a rifugiarsi nella Nebulosa Monsua: un posto che però anche chi è sulle tracce di Han sembra conoscere bene…

In Principessa Leia continua la ricerca dei profughi alderaaniani, questa volta su Espirion mentre la spedizione di Leia scopre che la fuga di notizie proviene dall’interno a causa delle comunicazioni tra la giovane Tace e la sorella Tula, ufficiale imperiale. Leia, pur di liberare Tula, decide di consegnarsi spontaneamente nelle mani dell’Impero…

Commento: Numero di SW davvero molto bello, scritto ottimamente da Aaron che ci rivela un Luke già molto più equilibrato del padre (decide di non attaccare i sabbipodi perché prova rabbia e frustazione e capisce che non sono emozioni jedi); col trucco della granata accecante inoltre Aaron giustifica il fatto che ne “Il Ritorno dello Jedi” Luke sembra non riconoscere Fett in nessuna maniera. Le vicende di Han e Leia, inoltre incuriosiscono molto e le dinamiche tra i due sono scritte ottimamanete. Colori fantastici e disegni buoni ma Cassaday continua a sbagliare almeno un volto a numero.
Principessa Leia prosegue invece in maniera un po’ troppo smielata ma almeno aggiunge un minimo di dinamismo con la consegna di Leia alle forze imperiali: la trama però non parte e non ha più tempo di farlo. Colori davvero stupendo e grafica che, comunque, convince.

VOTO TOTALE: 7.5

Recensione Star Wars: L’Impero a Pezzi (1 di 2)

impero a pezziShattered Empire, insieme agli altri romanzi della Journey to Star Wars: The Force Awakens, era sicuramente uno dei prodotti più attesi del Nuovo Canone sin dal momento dell’annuncio.

Frutto della collaborazione di due maestri del fumetto, lo statunitense Greg Rucka alla storia e il nostro italianissimo Marco Checchetto (di cui potete leggere un’intervista realizzata in collaborazione con GuerreStellari.net) ai disegni, L’Impero a Pezzi, arriva finalmente anche da noi grazie ad un enorme sforzo editoriale di Panini Comics volto a dare a tutti i fan italiani il primo pezzettino di informazioni su quanto avvenuto tra Il Ritorno dello Jedi e Il Risveglio della Forza.

Questa è la mia recensione senza spoiler (solo uno e ben segnalato) del fumetto che, vi assicuro, è davvero una bomba!

  • Data di uscita: 5/11/2015
  • Autori: Greg Rucka, Marco Checchetto
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 48pp, colore
  • Prezzo: 3,00€

Trama: L’albo, composto dai primi due numeri della minserie, inizia in medias res durante la battaglia di Endor e ne segue i concitati momenti dal punto di visto della luogotenente Shara Bey, pilota di A-Wing della squadriglia Verde. In seguito alla battaglia è il momento, per Shara, delle celebazioni sulla superficie della luna boscosa, insieme ai rumorosi ewok, ai grandi generali Solo e Calrissian e all’amato marito. Il giorno dopo però il lavoro non è finito e i ribelli andranno a catturare la base imperiale posta dall’altro lato della luna: scoprendo che in realtà il loro lavoro di liberazione della Galassia è appena cominciato.
Il secondo numero dell’albo è ambientato invece qualche mese dopo la battaglia di Endor: alcuni Star Destroyer vengono contattati da un messaggio dell’Imperatore per avviare una dura operazione di repressione; Shara invece, dopo l’ennesima battaglia, viene affidata come pilota per una importante missione diplomatica con la Principessa Leia. Le due donne si recheranno su Naboo, pianeta natale dell’ormai defunto Imperatore Palpatine, per iniziare il lungo processo di ricostituzione della Repubblica Galattica… Non si aspettano però, che anche dall’oltretomba, l’ira dell’Imperatore si sta per abbattere su di loro…

Cosa mi è piaciuto?

La storia: Ho trovato davvero stupendo ripartire di colpo da quanto si vede ne Il Ritorno dello Jedi: dà un grandissimo senso di continuità al fumetto con il film e ci permette di avere una visione più completa della battaglia spaziale. Il dipanarsi della vicenda è anche questo molto ben studiato, secondo me: parte proprio dagli istanti successivi al film, con l’assalto alla base imperiale sulla Luna Boscosa e poi si sviluppa nella seconda metà dell’albo con una bella elissi temporale: facendo ben capire sia le difficoltà e i sucessi dei Ribelli, che le innumerevoli difficoltà (e basta) dell’Impero. Tuttavia, purtroppo, la trama non è così forte da sostenere una grandissima valutazione perché dà informazioni, per quanto valide e preziose, che sembrano un po’ sparse ma che, secondo me, avranno più senso in futuro.

I disegni: Marco Checchetto ha confenzionato un lavoro davvero sublime, che ti fa voglia di tornare a fissare le sue tavole una volta finito l’albo. I suoi disegni sono ricchi di dettagli, i personaggi espressivi e riconoscibili: sia i personaggi classici che quelli nuovi (ottimo il lavoro di design effettuato su Shara Bey). Le battaglie spaziali o aree sono volutametne confuse in un turbinio di sciee ed esplosioni e danno un grande senso di azione e dinamismo. Il ritorno su Naboo (che però non stato disegnato da Marco – che ha internamente realizzato i numeri 1 e 4 mentre negli altri solo alcuni pezzi) è poi un grande e bellissimo tuffo nel passato, un ritorno a quell’amato/odiato La Minaccia Fantasma dall’estetica però così inconfondibile, su uno dei pianeti più belli dell’intera saga.

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I personaggi [ATTENZIONE SPOILER]: I personaggi della trilogia originale, come ho già detto, riprendono veramente vita attraverso le pagine di questo fumetto, grazie a disegni, battute e “atteggiamento” ma non è di questo che voglio parlare.

Vorrei concentrarmi sui due nuovi personaggi che vengono introdotti: Shara Bey e suo marito. [ATTENZIONE SPOILER ULTIMO AVVISO] I due sono una coppia affiatata ma spesso sono costretti a stare lontani a causa dei loro diversi impegni nella guerra contro l’Impero: Shara è un pilota formidabile mentre suo marito, Kes Dameron è un sergente delle forze speciali di terra. Sì, avete letto bene, Kes Dameron: Shara e Kes sono i genitori di Poe Dameron, il pilota della Resistenza (sembra aver preso da sua madre) che vedremo protagonista in “Star Wars: Il Risveglio della Forza”. Tra Shara e Kes c’è, ed è questo l’aspetto più bello della coppia, che la rende davvero reale, la voglia fortissima di trovare un pianeta dove fermarsi, costruire una casa e crescere il loro bambino (che viene tenuto dai nonni) in pace; d’altro canto però c’è anche la fedeltà alla causa ribelle che ogni giorno li porta di nuovo sul campo di battaglia. Insomma, gran coppia! [FINE SPOILER]

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Cosa non mi è piaciuto?

(Se dobbiamo proprio dire qualcosa al limite del maniacale) Un piccolo errore nella copertina: Dopo lunghe disquisizioni con altri appassionati, abbiamo convenuto che nella copertina ci sia un piccolo errore: se guardate bene la scena della distruzione della seconda Morte Nera, l’esplosione finale segue la linea dell’equatore, non perpendicolare (come avviene nell’esplosione della prima Morte Nera) come si vede nella copertina dell’albo. Poi vabbé questo è proprio cercare il pelo nell’uovo in un album che difetti praticamente non ne ha.

VOTO TOTALE: 8

Recensione Star Wars: Knights of the Old Republic vol. 5

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  • Titolo: Star Wars: Knights of the Old Republic vol. 5 – Riabilitazione
  • Data di uscita: 29/10/2015
  • Autori: John Jackson Miller, Brian Ching, Bong Dazo, Alan Robinson
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 168pp, colore
  • Prezzo: 16,00€

Sinossi [non vi riporto la trama completa perché qua ci sono colpi di scena pesanti!]: Il Padawan fuggitivo Zayne Carrick passa al contrattacco nel tentativo di riabilitare il suo nome e di rivelare al mondo gli oscuri segreti dell’Associazione Jedi, nello scontro finale con il suo ex-maestro Lucien Draay per riabilitare il suo nome dall’infamante accusa di omicidio. Un susseguirsi di colpi di scena che lo porterà da un deposito segreto potentissimi di artefatti Sith fino al centro di potere su Coruscant!

Cosa mi è piaciuto?

La trama: questo è proprio un volume che ha una marcia in più! La riabilitazione del titolo, ovvero quella di Zayne nei confronti degli Jedi, si dipana attraverso antichi artefatti Sith, inganni, indagini, cambiamenti di fronte, epici scontri e rivelazioni da mozzare il fiato. Nonostante il volume risulti quindi molto corposo rispetto al solito, la grande varietà di vicende fa leggere in fretta il volume, nonostante solo un minimo spaesamento iniziale.

Il flashback: la rivelazione più grande su un personaggio fin ad adesso rimasto in secondo piano è accompagnata da un lungo flashback che rivela molto sulla psicologia e le azioni dei personaggi, dando maggior senso all’intera serie. Il flashback è poi inserito nel momento di massima tensione del volume, lasciando quindi il lettore molto “appeso”: strumento giocato benisimo!

I disegni di Brian Ching: affilati, espressivi, ricchi di dettagli: Brian Ching non sorprende confermandosi un vero maestro nel disegnare la Saga!

I feeorin: una razza che mi intriga moltissimo e che qui viene mostrata in tutta la sua grandezza! Rabbiosi ed egocentrici, alti più di due mesi e dotati di lunghi tentacoli sulla testa, i feoorin sono dotati di un particolare metabolismo che li rende più forti man mano che la loro età avanza!

Cosa non mi è piaciuto?

I disegni di Bong Dazo e Alan Robinson: nasoni spropozionati, facce gonfie, stile cartoonesco. Saranno anche miei gusti personali ma questi due stili sono a mio parere inadatti ad una storia come KotOR. Si salvano giusto alcune tavole di combattimenti su Odryn.

Il finale: Allora sotto un certo aspetto il finale è ottimo, perché riesce a chiudere le vicende dei vari protagonisti e antagonisti che si erano aperte fin dal #1 della serie, dando un giusto epilogo sia a Lucien Draay che a Zayne, Gryph e Jarael e financo alle vicende dell’Associazione, lasciando davvero poche questioni aperte se non un finale non certo, ma con i nostri eroi liberi di andare. Ecco sapere però che questo volume non è la fine della serie mi turba un po’: cosa possono inventarsi ora, mi chiedo? Questo finale è così perfetto che vorrei fosse il finale dell’intera serie, e invece non lo è. Ora che la storia partita col #1 si è conclusa davvero molto bene e che Zayne ha ottenuto la sua riabilitazion, temo che il prossimo volume mi sembri un po’ posticcio. Spero però di ricredermi!

VOTO FINALE: 8

Recensione Star Wars: Tempi Oscuri vol. 7

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  • Titolo: Star Wars: Tempi Oscuri vol. 7 – Rimane una scintilla
  • Data di uscita: 29/10/2015
  • Autori: Randy Stradley, Douglas Wheatley
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 120 pp, colore, brossurato
  • Prezzo: 13€

Nelle puntate precedenti: Riportando brevemente quanto scritto nell’Iperguida di Marco Ricompensa, facciamo un recap di quanto avvenuto fin’ora nella serie prima di avventurarci nel suo finale. Il Jedi Dass Jennir si è riunito ai suoi ex compagni e amici (tra cui un altro superstite Jedi, Beyghor Sahdett) con cui ha condiviso tante sofferenze fin dalla nascita dell’Impero, quando insieme al fidato nosauriano Bomo Greenbark aveva guidato l’ultima resistenza su New Plympto per salvare la popolazione locale (tra cui la moglie e la figlia di Bomo). La famiglia del nosauriano viene però venduta agli schiavisti dagli imperiali e madre e figlia muoiono tragicamente. Tutti sulla Uhumele hanno subito dei lutti a causa dell’Impero e di Fener ma, fra tutti, l’unico che ha qualcosa da perdere è proprio Jennir, la cui fedeltà ai princìpi Jedi aveva vacillato in seguito alle traversie generate dall’Ordine 66: Jennir ha sempre cercato di fare la cosa giusta ma si è arreso davanti all’enormità della tragedia che ha colpito la galassia. Ora è un uomo nuovo, e ha appena salvato l’amata Ember che era stata rapita da un cacciatore di taglie ingaggiato di uccidere Jennir per vendicare la morte del carnefice della figlia di Bomo. Questo cacciatore di taglie, Falco Sang, viene ora addestrato da Darth Vader per farlo diventare la sua arma personale nella crociata anti Jedi.

Trama: Insieme agli amici della Uhumele e a un nuovo compagno Jedi, Dass Jennir viene coinvolto in una trama per eliminare il braccio destro dell’Imperatore, Dart Fener. Un piano infallibile che offrirà all’Oscuro Signore dei Sith qualcosa a cui non riuscirà a resistere: degli Jedi! Jennir riesce dapprima a sventare un complotto ordito da quello che sembra essere un alleato e in seguito redime il suo compagno Jedi, il maestro Hudorra, che aveva abbandonato le vie dei Jedi in seguito all’ordine 66 (per darsi al gioco d’azzardo), in questo scontro finale “a distanza” con il Signore Oscuro, in cui tutto l’equipaggio della Uhumele collabora in maniera corale alla riuscita del piano: sia coloro che non hanno più niente da perdere, sia Jennir e la sua amata Ember… Quale sarà il destino dei nostri eroi? Chi riuscirà a fuggire e chi invece perirà per il bene della galassia? Rimarrà ancora una scintilla dei jedi?

Cosa mi è piaciuto?

I dubbi morali: Le scelte morali sono il grande perno attorno al quale ruota gran parte del fumetto. Jennir che deve scegliere tra il bene della galassia e l’amore per Ember, Hudorra che capisce cosa è giusto fare, l’equipaggio delle Uhumele che nonostante le basse probabilità di riuscita decide di imbarcarsi comunque nella missione, le azioni del jedi Sahdett…

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L’Impero e Darth Vader: minaccioso, letale, spietato: in tutte le sue sfaccettature sembra proprio che l’Impero circondi metaforicamente e realmente i nostri protagonisti e i loro destini.

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Cosa non mi è piaciuto?

Niente di particolare da segnalare: i disegni sono efficaci e precisi ma non eccelsi, e cadono leggermente sulle scene più movimentate… Anche la ripetizione di alcune tavole tra inizio e fine è una scelta che non ho proprio apprezzato moltissimo, anche se ho compreso.
Segnalo un piccolo errore di traduzione perché ho letto “detonatori termali” invece di “detonatori termici”, non siamo mica a fare una sauna!

VOTO FINALE: 7.5

Recensione Darth Vader #3 (Panini Comics)

  • Titolo: Darth Vader #3
  • Data di uscita: 29/10/2015
  • Autori: Kieron Gillen e Salvador Larroca (Darth Vader), Greg Weisman e Pepe Larraz(Kanan: L’ultimo padawan)
  • Edito da: Panini Comics
  • Edizione: 48 pp, colore
  • Prezzo: 2,90€

Trama: In Darth Vader vediamo il signore oscuro dei Sith cercare i “servizi” della Dottoressa Aphra, un’esperta archeologa risoluta e senza morale, che viene incaricata di trovare dei droidi da battaglia che possano servire alle ricerche personali di Vader. Aphra, che cita anche Indiana Jones (in una versione un po’ più violenta) riferendosi ad una matrice di comportamento per droidi assassini affermando “Questa dovrebbe stare in una armeria!”, attiva anche due nuovi droidi, che sono la controprte malvagia di C-3PO e R2-D2: da un lato abbiamo il droide protocollare assassino 0-0-0 e dall’altro il droide blastomeccanico BT-1. Il primo è un “droide protocollare; specializzato in etichetta, usanze, traduzioni e torture”; il secondo invece ha una copertura da droide astromeccanico che nasconde un droide assassino specializzato e completamente omicida.

In Kanan, seguiamo la fuga del padawan Caleb Dume, il futuro Kanan della serie animata Rebels, dai soldati cloni che stanno eseguendo l’ordine 66. Dopo giorni da fuggitivo, Caleb riesce a trovare ospitalità grazie al pirata Janus Kasmir che gli spiega che, per vivere nella Galassia vera, deve “Mentire, imbrogliare, rubare, sopravvivere”. Caleb però non si dà per vinto e, alla fine del numero, decide di tornare a Coruscant rubando la nave di Kasmir, solo per scoprire di essere passato dalla padella alla brace.

Commento: il numero mi è piaciuto molto. Vader raggiunge vette dark ma ironiche altissime, definendo bene tutti questi malvagi e sempre mantenendo un’alta qualità di disegni e colori (un’unica pecca potrebbero essere le ombre ma vabbé). Kanan l’ho apprezzato molto per la lunga narrazione introspettiva che ci accompagna per tutto il numero, facendoci davvero entrare nella testa di Caleb: i disegni risultano molto dinamici e frenetici nella prima parte, mentre nella seconda risultano più dettagliati.

VOTO TOTALE: 8.5

#FlashbackFriday – Guerre Stellari #3 (Mondadori)

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  • Titolo: Guerre Stellari #3
  • Data di uscita: Gennaio 1979
  • Autori: Roy Thomas, Howard Chaykin
  • Edito da: Mondadori
  • Edizione: 40 pp, colore
  • Prezzo: 350 lire – attualmente valutato tra i 5 e i 10€

Trama:  In questo #3 i nostri eroi riescono finalmente a sfuggire dalla Morte Nera a bordo del Millenium Falcon e, raggiunta la base ribelle sulla quarta luna del pianeta Yavin, sferrano l’attacco alla distruttiva arma dell’Impero a bordo di semplici caccia monposto. Nonostante la discesa in campo di Darth Vader e dei minacciosi caccia TIE dell’Impero, i nostri, anche grazie al prezioso aiuto di Ian Solo (tornato nonostante le sue sembianze di semplice mercenario). Al termine del numero i nostri eroi vengono premiati dalla Principessa Leila nelle rovine degli antichi templi di Yavin.

Commento: Un gran bel numero ricco di azione ma nel complesso facile da seguire: Chaykin si supera con alcune tavole a intera pagina veramente magistrali e anche la colorazione, sempre nel suo stile vintage, è migliore che negli altri numeri. Ho dunque apprezzato molto le scene spaziali e movimentate! Piccola nota di demerito verso l’adattamento italiano: Luke e la sua squadriglia sono improvvisamente passati dall’essere la Squadriglia Rossa ad essere la Suqadriglia Oro (e conseguentemente Luke è Oro 5); non è un semplice errore di traduzione visto che i membri della squadriglia oro interagiscono con un’altra squadriglia rossa!! Vabbè, sono cose che succedono…

Aggiungo che, come annunciato a Prato Comics, questi primi tre numeri italiani saranno ripubblicati a novembre da Panini Comics in edizione restaurata e ricolorata e ritradotta (per fortuna), mentre sono già disponibili nella loro versione anni ’70 nel primo Star Wars Omnibus: Tanto tempo fa…!

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#FlashbackFriday – Guerre Stellari #2 (Mondadori)

Per farmi perdonare dall’assenza di venerdì scorso, per la quale dovete incolpare la BETA di Star Wars: Battlefront che ha impegnato i miei pochi momenti liberi, la rubrica #FlashbackFriday torna oggi e tornerà anche settimana prossima, per poi riprendere la pubblicazione bisettimanale che avevo in mente. Il secondo motivo è da ritrovare nei vari slittamenti delle pubblicazioni da parte di Panini Comics…

Ma veniamo a noi: avevamo lasciato i nostri eroi mentre fuggivano dal blocco di Tatooine per entrare, a bordo del Millenium Falcon, nell’iperspazio; col #2 della collana la storia continua a seguire quella del film.

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  • Titolo: Guerre Stellari #2
  • Data di uscita: Dicembre 1977
  • Autori: Roy Thomas, Howard Chaykin
  • Edito da: Mondadori
  • Edizione: 40 pp, colore
  • Prezzo: 350 lire – attualmente valutato tra i 5 e i 10€

Trama:  In questo #2 i nostri eroi raggiungono il pianeta Alderaan o meglio, quello che rimane della sua distruzione da parte della Morte Nera. Catturati sulla stazione spaziale, il gruppo andrà a salvare la principessa Leia mentre Ben Kenobi penserà a spegnere il raggio traente: il vecchio maestro Jedi viene però sopreso dal signore dei Sith Dart Fener e, nel duello, si unisce alla Forza. I nostri riescono a scappare ma Luke è ormai sconvolto…

Commento: Il numero fila anche meglio del #1, le vignette sono meno incasinate e la traduzione sembra migliore e più fedele all’adattamento cinematografico (rimane sempre “wuki” ma vabbé). Mi sono piaciuti molto i volti in questo numero, spesso colti in espressioni sgomente e davvero molto pulp. Le vignette risultano anche meno statiche a mio parere: è insomma un numero molto moderno ma ovviamente dotato di un tratto ed una colorazione molto anni ’70.

Aggiungo che, come annunciato a Prato Comics, questi primi tre numeri italiani saranno ripubblicati a novembre da Panini Comics in edizione restaurata e ricolorata (sono già disponibili nella loro versione anni ’70 nel primo Star Wars Omnibus: Tanto tempo fa…)!

Vi ricordo, come sempre, di condividere l’articolo e di mettere mi piace alla pagina Facebook!

Recensione Moving Target: A Princess Leia Adventure (Disney Press)

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  • Titolo: Moving Target: A Princess Leia Adventure
  • Data di uscita USA: 4/9/2015
  • Autore: Cecil Castellucci e Jason Fry, illustrazioni di Phil Noto
  • Edito da: Disney Press
  • Edizione: 240 pagine, copertina rigida
  • Prezzo: 13$ cartacea/9,46$ digitale su Amazon

Con questo romanzo per ragazzi terminano le recensioni della #JourneyToTheForceAwakens per quanto riguarda i libri: il mese prossimo invece vi parlerò de L’Impero a Pezzi, il fumetto di Greg Rucka e Marco Checchetto ambientato dopo la Battaglia di Endor!

Trama: Ancora una volta la trama vera e propria è racchiusa in una cornice ambientata nel post Endor: con Princess Leia, però, il setting di prologo ed epilogo è molto ben definito rispetto agli altri due romanzi dedicati uno a Luke e uno a Han e Chewbacca. Ci troviamo infatti qualche giorno prima o addirittura in contemporanea, presumo, dell’inizio de Il Risveglio della Forza, e la Generale Organa, capo della Resistenza registra una sua avventura al droide protocollare PZ-4CO.

pz4coL’avventura è ambientata poco prima di Episodio VI e vede Leia organizzare una missione diversiva per permettere alla flotta ribelle di unirsi per attaccare la Seconda Morte Nera, che deve obbligatoriamente essere distrutta prima del suo completamento. La missione Yellow Moon che pianifica Leia consiste dunque nel dare false informazioni sull’assemblamento della flotta ribelle attraverso canali di comunicazioni conosciuti dagli imperiali. Leia è proprio l’obiettivo in movimento che deve distrarre le forze dell’Imperatore, dando tempo al resto dell’Alleanza di prepararsi allo scontro finale.

Cosa mi è piaciuto?

Setting e vicenda: E’ bello sapere cosa succedeva all’Alleanza mentre Han era congelato nella carbonite e, alla stessa maniera, il setting della cornica narrativa è uno dei più intriganti di tutta la Journey to The Force Awakens. I pianeti presentati sono inoltre particolari e suggestivi e tutti nuovi.

I conflitti interiori: Ogni personaggio ha dei propri conflitti da risolvere: amore per Han e dovere verso l’Alleanza per Leia, contrabbando e giustizia per il piota Nien, obbedienza cieca e intelligenza sociale per il commando della squadra…

I riferimenti a Il Risveglio della Forza: ATTENZIONE SPOILER

  • Si parla di Leia come “General Organa”
  • Leia dice che Primo Ordine e Resistenza sono sull’orlo di una guerra devastante
  • Leia afferma di aver mandato il loro miglior pilota, Poe Dameron, in missione su Jakku (come aveva dichiarato Oscar Isaacs alla Celebration ).

Cosa non mi è piaciuto?

Niente da segnalare di particolare 🙂

VOTO COMPLESSIVO 8

Qui potete leggere una recensione di Federico di GuerreStellari.net!